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L'imprenditore rosso | blog di Walter M. Rathenau

Napolitano, Friedman e l’informazione drogata.

Alan Friedman ha fatto una grande operazione promozionale, vendendo per strepitose novità, informazioni che erano già in possesso di tutti. Tutti sapevamo benissimo che il governo Berlusconi, nel 2011,  era moribondo e che Monti era il candidato naturale alla sua successione. Così voleva l’Europa, così volevano i poteri forti, così voleva l’opinione pubblica. Che Monti ne avesse parlato con il Presidente era ovvio.

Eppure si è montato un caso, presentando come novità clamorose, fatti vecchi. Il punto è che oggi l’informazione, per passare, deve superare la vera risorsa scarsa dei tempi moderni: l’attenzione, e quindi deve vestirsi di vestiti sgargianti, deve presentarsi come nuovissima, unica, deve essere strillata. Una banale nevicata diventa la bufera del secolo, la partita decisiva per il campionato si gioca ogni settimana, una notizia vecchiotta diventa lo scoop che fa gridare allo scandalo.

L’informazione è spettacolo, e non c’è spazio per l’approfondimento, lo studio, il confronto delle fonti, il rapporto tra punti di vista diversi.  L’importante è stupire e sperare di superare la soglia dell’attenzione.

Servirebbe conoscenza, al nostro mondo, per aiutarci a dare senso a quello che accade, e invece dobbiamo accontentarci di informazioni, belle, ben confezionate, presentate con cura, ma prive di senso. Che cioè non ci aiutano a capire.

 

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