Main menu

L'imprenditore rosso | blog di Walter M. Rathenau

Il Natale negli anni 30

Negli anni ’30 del 900 mio padre viveva a Potenza. Festeggiare il Natale a Potenza, a quei tempi, era un’esperienza, lui mi raccontava, ben diversa dai Natali che festeggiavamo insieme. Lui ricordava il freddo – a Potenza faceva freddo e lo fa ancora – con l’unico riscaldamento prodotto dal braciere. Il cenone era a base di baccalà, unico pesce disponibile e piatto che lui odiava, ma allora non c’era spazio per i capricci infantili: quello c’era e quello bisognava mangiare. I dolci natalizi erano a base di castagne, poi c’erano le noci e infine si andava a gelare a letto, senza aspettare la mezzanotte. Unico vero rito era quello di lasciare acceso nel focolare in cucina un ceppo grande di legna, che ardeva tutta la notte, e la mattina i bambini avrebbero trovato nella cenere degli anellini d’oro. Il fuoco serviva per asciugare i pannolini di Gesù Bambino, gli diceva la madre, ignorando che il rito di accendere fuochi la notte del solstizio invernale era antichissimo, risaliva a tempi precedenti il cristianesimo, quando gli uomini cercavano di ridare vigore al sole perché riprendesse la sua corsa. Eppure l’idea che la Madonna, prima che inventassero i pannolini monouso, dovesse asciugare nella grotta quelli del Bambino, mi è sempre sembrata bellissima.

Raccontare queste cose significa rifarsi a un tempo lontanissimo, più lontano dei 90 anni che ci separano da quei giorni. Eppure è importante lasciare memoria di quelle storie, ricordare, in tempi che ci sembrano bui e che sono mille volte più ricchi e festosi di allora.

Nessuna nostalgia, per carità. Erano quelli, gli anni del fascismo, l’Italia si preparava a combattere tre guerre, l’ultima delle quali avrebbe portato alla fine della Patria. Le famiglie erano chiuse in pregiudizi e meschinità, la povertà di tutti – mio padre viveva in una famiglia piccolo borghese, eppure la vita era miserabile anche per loro – era una condanna, non un premio. Eppure nel nostro effervescente festeggiamento pagano, in cui ci lamentiamo che abbiamo consumato il 3% in meno dello scorso anno, faremmo bene a ricordarci da dove veniamo. Dagli anni 30 del 900 e dall’antichità lontanissima in cui si temeva che il sole non riuscisse a trovare la forza di crescere.

Buone feste a tutti. caminetto-natale

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

FacebookTwitter