Main menu

La meglio gioventù? | blog di Miki Rosco

ed ecco la trentina inquietante, torbida d'istinti / moribondi... ecco poi la quarantina / spaventosa, l'età cupa dei vinti, / poi la vecchiezza, l'orrida vecchiezza dai denti finti e dai capelli tinti. Guido Gozzano

Le donne e gli anni 60

I diritti delle donne

Nel 1960 – e per tutto il decennio che precede il 68 -  i diritti delle donne in Italia erano decisamente pochi. Stiamo parlando di diritti scritti nella legge, non di semplice costume. Le donne non potevano fare carriera in nessuna amministrazione pubblica, non potevano diventare preside, o prefetto, o magistrato. Non potevano diventare poliziotto, né soldato o carabiniere e finanziere. Il tasso di occupazione femminile era del 28% tra i 14 e i 65 anni, nel 2006 era salito al 46%, che è una vergogna, ma rappresenta quasi 20 punti in più.

Non c’era il divorzio e non c’era il diritto all’aborto. In compenso era in vigore la legge del cosiddetto “diritto d’onore”, cioè l’art. 587 del codice penale che prevedeva che

chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell’atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d’ira determinato dall’offesa recata all’onor suo o della famiglia, è punito con la reclusione da tre a sette anni. Alla stessa pena soggiace chi, nelle dette circostanze, cagiona la morte della persona che sia in illegittima relazione carnale col coniuge, con la figlia o con la sorella.

Cioè se un uomo – un maschio – uccideva la moglie e/o il suo amante in uno scatto d’ira, era punito con una pena irrisoria. Solo qualche anno dopo, nel 68, il diritto fu esteso dalla Corte Costituzionale alle donne, e solo nel 1981 l’articolo è stato abrogato. Indimenticabile il film di Pietro Germi dal titolo provocatorio “Divorzio all’italiana”, in cui si spiegava che per divorziare appunto bisognava sbarazzarsi della moglie, ovviamente previo scatto d’ira. E, tanto per peggiorare lo cose, esisteva il matrimonio riparatore, protagonista di un altro film di Germi, questa volta “Matrimonio all’italiana”, in cui si vede come per ripristinare l’onore, il reato di violenza carnale ai danni di una minorenne si estingueva con il matrimonio riparatore.

divorzio_s21lZyU

Qualcosa di cui andare orgogliosi

L’ho detto quando ho iniziato questo blog, lo ripeto adesso e ci tornerò a lungo quando parlerò degli anni della contestazione: abbiamo fallito, cari coetanei, non abbiamo migliorato la politica, ma semmai abbiamo contribuito a peggiorarla. Ma di una cosa sono convinto: senza quella ribellione forse si sarebbero fatti dei passi in avanti, ma non così radicali e rapidi. Sui diritti civili non abbiamo fallito. Voi, amiche mie che mi avete cacciato dalle riunioni nel 1977, femministe arrabbiate, che avete scelto di fare solo tra voi i cortei e le manifestazioni, ne avete ancora di strada da fare. Ma tanta è stata fatta, più che in ogni altro campo. E se oggi la festa di lotta e di rabbia è diventata un appuntamento dl marketing in cui si fanno gli auguri e ci si scambiano mimose, ebbene non arrabbiamoci troppo. Qui, la meglio gioventù, non ha dato prova miserrima.

Klat_il_gesto_femminista_02

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

FacebookTwitter